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Case Study Hallertau2019-03-22T19:02:05+00:00

Impianto biometano di Oberlauterbach

Nella regione della Hallertau abbiamo realizzato il primo impianto al mondo alimentato con gli scarti colturali del luppolo.

Impianto biometano Oberlauterbach – Hallertau

Località: Oberlauterbach, regione della Hallertau, Germania

Tipo di impianto: EUCO Titan 11500G, 11,5 MW (Gas)

Alimentazione: luppolo e insilato di mais

Scarti colturali dalla coltivazione del luppolo

Nella Hallertau si produce quasi un terzo del luppolo mondiale, con cui viene aromatizzata birra in tutto il mondo. Nel processo produttivo di prooduzione di questa bevanda vengono utilizzati soltanto i fiori femminili. Cosa succede al resto della pianta? Tradizionalmente la pianta viene trinciata ed utilizzata come ammendante agricolo. Al momento della raccolta, tuttavia, non c’è necessità di concimare il terreno, e pertanto è necessario stoccare questi scarti.

Inoltre c’è un altro problema da affrontare, ovvero la presenza del fil di ferro che viene usato per legare la pianta ai supporti, la cui presenza rende difficile tanto il trasporto che l’utilizzo come ammendante. Senza un adeguato pretrattamento, pertanto, la pianta non è utilizzabile.

Rendere utilizzabile la pianta di luppolo

L’idea della realizzazione di un impianto biogas è venuta nel 2005 a Franz Högl ed a sua sorella Rita Högel, gestori dell’azienda „Högl Kompost und Recycling”, specializzata in compostaggio e riciclaggio di rifiuti.

Il primo passo è stato quello di sviluppare un processo che eliminasse il fil di ferro, con l’aiuto di magneti. In questo modo il trinciato di pianta di luppolo diventa utilizzabile per la digestione anaerobica.

Una biomassa pregiata

Il trinciato di pianta di luppolo è un materiale pregiato, ricco di fibre e con un contenuto di sostanza secca elevato. L’impianto biogas sviluppato da Schmack si caratterizza per un processo a due stadi, ed è composto da tre fermentatori con flusso continuo a pistone EUCO® e quattro postfermentatori COCCUS®.

Negli EUCO® il substrato diviene più liquido, poiché nella prima fase della digestione anaerobica si rompono le molecole organiche complesse liberando acqua. In questo modo nei postfermentatori è sufficiente una potenza di agitazione inferiore. Ma negli EUCO® non avviene soltanto l’idrolisi, ma viene prodotto circa il 50% del biogas. La combinazione di entrambe le tipologie di fermentatore fa sì che si raggiunga la massima produzione di biogas.

Un ciclo chiuso

Il biogas prodotto viene purificato e portato ad avere una qualità pari a quella del gas naturale, ed è immesso nella locale rete del gas, ed è utilizzato poi per la cogenerazione ad alto rendimento.

Col biometano di questo impianto viene prodotta annualmente energia elettrica per 9000 famiglie ed energia termica per ulteriori 2000.

L’utilizzo del digestato come ammendante agricolo chiude il ciclo colturale: ora l’ammendante è disponibile proprio nel momento in cui serve.

Riutilizzi virtuosi: l’uso degli scarti della coltivazione del luppolo negli impianti biogas

Servizio della trasmissione televisiva “Unser Land” sulla rete televisiva BR, del 25 settembre 2015 (in tedesco).