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Case Study Stausebach2019-03-22T19:05:04+00:00

Impianto biometano di Stausebach, Germania

Impianto ibrido che combina digestione anaerobica a secco e ad umido, entrambi realizzati da Schmack Biogas, e l’upgrading a biometano di Schmack Carbotech.

Centro di raccolta biomasse di Stausebach

Località: Kirchhain-Stausebach

Tipologia: Impianto ibrido, 4 MW (Gas)

Alimentazione: rifiuti organici e colture dedicate

I rifiuti organici: una biomassa eterogenea e variabile

La più grande scommessa da vincere nell’esercizio di un impianto di digestione anaerobica del rifiuto organico è il substrato: la FORSU non è mai uguale nel corso del tempo, può essere molto eterogenea nella sua composizione. I rifiuti provenienti dalla grande distribuzione possono avere, ad esempio, un tenore di sostanza secca molto inferiore a quello proveniente dalla raccolta comunale, che è molto ricco di verde. Inoltre la disponibilità di rifiuti può variare anche sensibilmente a seconda delle stagioni.

La combinazione di tecnologie garantisce flessibilità

Senza un’approvvigionamento costante, è difficile far rendere al massimo un impianto a rifiuti. Il prgetto di Stausebach è una risposta proprio al problema dei quantitativi variabili e non programmabili del rifiuto disponibile, con l’obiettivo di garantire quantitativi di gas costanti nel tempo.

Allo scopo Schmack Biogas ha progettato e realizzato un sistema di impianto innovativo, che unisce due diverse tecnologie. Vengono infatti integrate la digestione anaerobica a secco di Bioferm e quella ad umido di Schmack Biogas, per garantire un utilizzo ottimale delle biomasse utilizzate.

Trarre il massimo dalle biomasse disponibili

Grazie alla presenza di entrambe le tecnologie, le diverse biomasse in ingresso vengono avviate al sistema di digestione anaerobica più adatto. Rifiuti umidi di buona qualità, rifiuti organici ricchi di impurità e colture dedicate, vanno ad alimentare le due diverse sezioni nella maniera più efficiente possibile. Le due linee di produzione di biogas rimangono separate, mentre sono comuni sono la purificazione del gas e l’impianto di riscaldamento dei fermentatori.

Annualmente l’impianto produce circa 3 milioni di Nm³ di metano, che vengono poi immessi nella rete di proprietà di E.ON Mitte. Questo quantitativo corrisponde a circa 30 milioni di kWh, pari alle necessità di energia elettrica di 8.500 famiglie.